Le crociate di Formigoni

Sull’aborto si è aperto un dibattito per me incomprensibile, che temo sia il solito modo per alimentare lo scontro tra centrodestra e centrosinistra. Un inaccettabile uso dell’utero a scopi politici.

In tutti questi anni la legge 194 sull’interruzione di gravidanza si è dimostrata più che valida, dimezzando gli aborti regolari e azzerando gli aborti clandestini con cui le donne morivano. Per questo sono d’accordo con la ministra Turco e l’onorevole Prestigiacomo.

Nel dibattito si è inserito anche Formigoni che ha annunciato che la Regione estenderà in tutti gli ospedali della Lombardia i codici di autoregolamentazione sull’interruzione di gravidanza adottati da due ospedali milanesi, la Mangiagalli e il San Paolo.

Conoscendo Formigoni e la sua cultura di riferimento, temiamo fortemente che la sua proposta sia viziata ideologicamente, un pretesto per limitare la libertà di scelta delle donne. Se però Formigoni ha in mente di individuare nuovi strumenti per consentire alle donne di compiere scelte ancor più consapevoli, allora siamo disponibili a discuterne.

Comunque prima di qualsiasi decisione crediamo che il presidente abbia il dovere di sentire le donne, in tutte le forme in cui esse si organizzano.

Se però il disegno è di dare vita all’ennesima crociata della parte più retriva della nostra società per limitare in funzione di precetti ideologici i diritti delle persone, la nostra opposizione sarà dura.

Le premesse per ben sperare non mi pare però ci siano, vista la norma recentemente inserita da Formigoni e dalla Cdl nella legge regionale sull’assistenza, che garantisce la tutela solo a chi pratica “una sana e responsabile sessualità”.

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3 Responses to “Le crociate di Formigoni”

  1. Paola Says:

    Gent.le Sig. Poletti,
    io ho scritto questa lettera senza ricevere il minimo segno da nessuno.
    Buon lavoro!
    Tenete tirate le briglie per noi…
    Paola Moretti

    a:contatti@mauriziomartina.it, donne@dsonline.it

    Gent.me Signore,
    Gent.mo Sig. Martina,

    non senza brividi
    ho letto questa notizia:

    ABORTO

    La Regione sta studiando delle linee guida
    INTERRUZIONE DI GRAVIDANZA, NUOVI VINCOLI

    La maggioranza che governa il Pirellone ha intenzione di imporre dei limiti più restrittivi all’aborto terapeutico.
    L’ha annunciato il presidente della Regione, Roberto Formigoni, in un’intervista al «Corriere della Sera».

    Il dibattito sulla revisione della legge 194 innescato dalla richiesta di una “moratoria” da parte di Giuliano Ferrara e da alti esponenti della Chiesa potrebbe trovare presto un’applicazione concreta in Lombardia.
    Anzi, nuovi limiti all’interruzione della gravidanza sono già stati introdotti in due ospedali milanesi, il «San Paolo» e la clinica «Mangiagalli».
    Qui sono stati adottati nelle ultime settimane dei codici di autoregolamentazione che vietano l’aborto terapeutico dopo la ventunesima settimana (Mangiagalli) o dopo 22 settimane e tre giorni (San Paolo).

    «I provvedimenti adottati in via sperimentale nelle ultime settimane dalla Mangiagalli e dal San Paolo saranno allargati a breve a tutta la Lombardia», ha detto Formigoni.

    Negli ospedali lombardi, nei primi sei mesi dello scorso anno, ci sono stati 255 parti contro 65 aborti al giorno.

    Articolo pubblicato il 07/01/08

    Vi chiedo:
    come avete potuto permettere loro una cosa simile?

    Sapete che noi donne siamo pronte a scendere per le strade per impedire a questi falsi bacchettoni fascisti
    di portarci via ogni minima libertà che ci siamo e ci avete conquistate!

    Ma dovete per primi aiutarci voi!

    Trovate il modo di fermare questi bisbigli boicottatori finchè sono solo tali!

    Dal canto su Formigoni ha gia distrutto la nostra sanità abbastanza,
    fate in modo che non nuocia più a tutti noi.

    Io ho scritto a la7, dopo le sparate di Ferrara,
    ai forums delle reti Rai, alTg3, a La Repubblica on-line ed ho fatto sentire la nostra voce su blogs.

    Grazie

    Paola Moretti
    Sondrio

  2. Paola Says:

    Perdono, nella foga ho scritto il nome sbagliato Signor Monguzzi!:-))

  3. Ettore Brunelli Says:

    Allego il testo di una lettera al Direttore che ho inviato ai giornali locali di Brescia

    Alle Nazioni Unite, grazie alla forte determinazione della delegazione italiana, si è ottenuta la moratoria sulla pena di morte e subito a casa nostra, i soliti animali politici alla Giuliano Ferrara e i fondamentalisti cattolici, ne approfittano per aprire il fuoco contro la Legge 194; è proprio il caso di dire con diabolica perseveranza. Con molta disonestà intellettuale si paragonano cose imparagonabili, si disconoscono i meriti della legge 194, ad esempio le morti evitate da aborto clandestino, e si travisa deliberatamente il principio della libertà di scelta della donna per una maternità libera e consapevole con un presunto diritto ad abortire. Non c’è nessun sostenitore della Legge 194 che sia moralmente indifferente all’aborto e non sia consapevole che l’aborto è una piaga da combattere. Per questo bisogna lavorare contro le gravidanze indesiderate attraverso la crescita culturale della nostra società, consapevoli anche del fatto che è sempre di più popolata anche da donne e uomini che provengono da mondi culturali lontani e diversi dal nostro, e la diffusione delle conoscenze sulla contraccezione. Purtroppo sulla educazione e sulla informazione sessuale così come sulla contraccezione assistiamo, da sempre, al totale silenzio e disimpegno delle associazioni cattoliche, fino a mettere in atto vere e proprie azioni di ostacolo. Non sarebbe questa la missione di chi vuole davvero evitare l’aborto, anche con il contributo dei tecnici, medici e paramedici, che hanno scelto l’obiezione di coscienza di fronte all’aborto?
    Si utilizza l’argomento del progresso scientifico per negare un problema sociale e tornare ad un fosco passato, anziché guardare avanti e migliorare la legge sugli aspetti oggi possibili: ad esempio utilizzando tutti i mezzi a disposizione per fare contraccezione e legalizzando in tutta Italia, oggi è possibile ricorrervi solo in alcune regioni, l’utilizzo della pillola RU486 per effettuare l’aborto in modo meno invasivo evitando il ricorso alla tecnica chirurgica, più pericolosa per la vita della donna e più costosa per la società.
    D’altro canto, stesso atteggiamento oscurantista è stato tenuto da “devoti ed atei devoti” durante la definizione della Legge 40 sulla procreazione assistita. Basti dire, tra i vari aspetti critici, che la legge impedisce la diagnosi preimpianto a coppie che non possono avere figli naturalmente e sono affette da una grave malattia, al fine di evitare la trasmissione della malattia stessa alla prole. Il risultato è lo sviluppo di un nuovo business che porta le nostre coppie a sottoporsi a pratiche di procreazione assistita all’estero!
    Anche il Governatore della Lombardia vuol fare la sua parte e propone di anticipare il limite per gli aborti terapeutici, dalle attuali 24 settimane alle 21-22, come già in essere presso l’ospedale San Paolo e la Clinica Mangiagalli di Milano. Tale limite potrebbe essere superato con parere motivato del comitato etico del singolo ospedale. Tralasciando la possibile convergenza di tale iniziativa di Formigoni, che peraltro riguarderebbe solo gli aborti terapeutici che rappresentano meno dell’1% degli aborti, con la campagna antiaborista della Chiesa e di alcuni movimenti cattolici, siamo su un terreno in cui si può e si deve trovare la condivisione. Infatti, oggi la scienza ha reso possibile la sopravvivenza di un feto che nasce intorno alla 22 settimana, quindi si potrebbe ritenere applicata in tal modo correttamente la Legge 194, laddove subordina l’aborto terapeutico alla circostanza che “non sussista possibilità di vita autonoma del feto”, tranne che nel caso di “grave pericolo per la vita della donna”.
    Questa scelta obbliga però la Regione Lombardia e tutte le strutture sanitarie lombarde ad assicurare a tutte le donne che lo desiderino, la effettiva garanzia di poter accedere gratuitamente ed in tempo utile ad una completa diagnosi prenatale precoce. In particolare occorre anticipare entro la 18 settimana la effettuazione della ecografia morfologica precoce, oggi prevista dal Sistema Sanitario nazionale dalla 19 alla 22 settimana, in modo da poter effettuare eventuali accertamenti ulteriori prima di un aborto terapeutico entro la 22 settimana.
    Il dialogo tra le varie posizioni e componenti della società sui temi della bioetica è possibile se siamo capaci di condividere valutazioni etiche, che non sono appannaggio solo dei credenti, con le conseguenti e necessarie azioni operative e legislative.
    Ettore Brunelli

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