Ronde Padane e una nuova Polizia Regionale

Lega Nord questa mattina ha presentato un Progetto di Legge per istituire una nuova Polizia Regionale e per finanziare le Ronde Padane. Inutile le prima , nocive le seconde , ma servono ad aumentare il clima di paura e a favorire chi su questo clima fa propaganda politica.
Non c’è limite al peggio….

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3 Responses to “Ronde Padane e una nuova Polizia Regionale”

  1. Kuda Says:

    Nel decreto milleproroghe è stato cancellato l’obbligo di istallare pannelli solari su tutti i nuovi edifici. Parte una nuova catena di blog: http://blog.libero.it/KudaBlog/6497572.html

  2. francesco miglino Says:

    LE DITTATURE SONO SEMPRE PRECEDUTE DAL POTERE INTIMIDATORIO DELLE “RONDE”
    LE CAMICIE BRUNE E LE CAMICIE NERE ALL’ INIZIO ERANO “RONDE”

    TUTTE LE PIU’ BRUTALI DITTATURE HANNO AVUTO INIZIO QUANDO ALCUNI CITTADINI, SENZA IL RICONOSCIMENTO DELLO STATO DI DIRITTO, HANNO ACQUISITO IL POTERE INTIMIDATORIO SU ALTRI CITTADINI IN NOME DELL’ ORDINE O DI PRESUNTI SOSPETTI IN OBBEDIENZA A PROGETTI AUTORITARI DI GRUPPI DI POTERE O PARTITI.
    IL RICONOSCIMENTO DELLE “RONDE” IN ITALIA APRE LA VIA AL CONTROLLO AUTORITARIO SULLA SOCIETA’ E ALLA PERSECUZIONE DI COLORO CHE AVVERSANO IL REGIME.
    FRANCESCO MIGLINO segretario del partito internettiano
    http://www.partitointernettiano.itpartitointernettiano@gmail.com

  3. gruppo San Francesco Says:

    NEL GIORNO DELLA MEMORIA IL GRUPPO SAN FRANCESCO RICORDA GLI INTERVENTI DI FRANCESCO MIGLINO SEGRETARIO DEL PARTITO INTERNETTIANO CONTRO IL RAZZISMO ED IL SECESSIONISMO

    Egregio signor sindaco di Monza, nel comune da Lei amministrato verrà impunemente accolta la ripugnante carovana razzista della Lega Nord che aizza all’odio contro i Meridionali, insegnanti, magistrati e lavoratori che vivono nel Nord del loro paese. Come ieri i nazisti contro gli ebrei per una presunta superiorità di razza, oggi i razzisti della Lega Nord propongono come argomento politico l’odio fra gli Italiani: dopo aver criminalizzato il Sud con spudorate menzogne, propagandate da irresponsabili operatori dei mass-media, promettono ai propri sostenitori privilegi e scorciatoie che evitano loro il confronto con la cultura e le competenze e il cimentarsi con la preparazione altrui in esami selettivi, condizioni fondamentali per cui si realizza il progresso e la qualità del vivere sociale. Le democrazie moderne debbono difendersi con l’affermazione della legge dall’insorgere di movimenti razzisti e secessionisti che alla competenza contrappongono meriti fondati su pretestuosità barbare come l’appartenenza etnica o di razza, su rivalse tribali di territorialità, segnali inconfondibili della tragica sottocultura che in Europa ha portato prima all’abiezione nazista e poi alla dissoluzione della Jugoslavia. La marcia antimeridionale di rito nazista capeggiata da Umberto Bossi non solo è gravissima violazione delle leggi e dello spirito della nostra Costituzione, ma è inaccettabile perché espressione di una sottocultura a cui si sono opposti, dando la vita, migliaia di Italiani, perché irride ed infanga i principi più nobili su cui si fonda la civiltà della nostra convivenza. Chi pratica l’istigazione alla secessione, organizza squadre paramilitari e, con menzogne grossolane, denigra, insulta e spinge all’odio fra gli Italiani, non ha più diritto di cittadinanza nelle Istituzioni repubblicane e nella casa della politica, ma deve essere affidato ai rigori del Codice penale. L’Italia repubblicana, oltre ad aver collocato fra i principi fondamentali della Carta costituzionale il ripudio di ogni forma di razzismo, è stata anche una delle prime nazioni ad aderire alla Convenzione, aperta alla firma a New York il 7 marzo 1966, contro tutte le forme di discriminazione ed ha elaborato, con la legge di conversione del 26 giugno 1993 contro la discriminazione, l’odio o violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi, l’articolo 3, che recita: “E’ vietata ogni organizzazione, associazione, movimento o gruppo avente tra i propri scopi l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi. Chi partecipa a tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi, o presta assistenza alla loro attività, è punito, per il solo fatto della partecipazione o dell’assistenza, con la reclusione da sei mesi a quattro anni. Coloro che promuovono o dirigono tali organizzazioni, associazioni, movimenti o gruppi sono puniti, per ciò solo, con la reclusione da uno a sei anni”. Chiedere l’intervento della Magistratura e l’arresto di Umberto Bossi in flagranza di reato è un atto dovuto, per non essere corresponsabili di fatto e moralmente di una manifestazione che porta offesa profonda ai Martiri della Resistenza di Monza, che hanno dato la vita proprio per combattere la sottocultura fomentata da Umberto Bossi. Sono certo, signor Sindaco, che, in qualità di primo cittadino, non mancherà di convocare urgentemente il Consiglio comunale, per presentare una circostanziata denuncia alla Magistratura al fine di non essere corresponsabile con il Suo silenzio dei reali gravissimi che, da tempo, sul territorio del Suo Comune ed in Italia la Lega Nord consuma e che sono: – violazione della legge del 17 aprile 1956 n. 561 sul divieto delle associazioni di carattere militare che al punto 2 recita: “Alle associazioni od organizzazioni dipendenti o collegate con i partiti politici è vietato di dotare di uniformi o divise i propri aderenti. I trasgressori sono puniti con la pena dell’arresto da sei a tre anni e le uniformi sono confiscate”; – violazione dell’articolo 238 del Codice Penale e della sentenza n. 1146 del 14/12/1988 della Corte costituzionale che punisce chi attenta alla Costituzione Repubblicana; – violazione dell’articolo 303 del Codice Penale che punisce chi si rende protagonista di pubblica istigazione ed apologia; – violazione dell’articolo 241 del Codice Penale che punisce chi istiga alla secessione ed attenta contro la integrità, l’indipendenza e l’Unità dello Stato, reato che non è legato all’effettivo verificarsi della secessione, ma alle attività finalizzate a questo scopo; – violazione dell’articolo 305 del Codice Penale che punisce chi si rende responsabile di cospirazione politica mediante associazione; – violazione dell’articolo 286 del Codice Penale che punisce chiunque commette un patto diretto a suscitare la guerra civile; – violazione dell’art. 3 della legge 654 modificata il 25/6/1993 n. 122 che punisce l’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; – violazione della legge del 20 giugno 1952 n. 654; – violazione dell’articolo 271 del Codice Penale che punisce chi deprime il sentimento nazionale; – violazione del decreto legislativo n. 1559 del 1947 che punisce chi istiga all’evasione fiscale; *** Al Dirigente responsabile della Questura di Monza e p.c. alla Procura della Repubblica di Milano Il sottoscritto Francesco Miglino residenle a Milano in via Torelli Viollierl 33 – Milano, in proprio CHIEDE – che intervenga affinchè la Lega Nord non violi, con la manifestazione razzista antimeridionale che terminerà a Monza 27/6/97 nei boschetti della villa reale, 1’ art. 3 della legge 654 modificata il 25/6/1993 n. 122 che punisce 1’incitamento alla discriminazione o alla violenza per motivi razziali, etnici, nazionali o religiosi; – che impedisca e denunci all’Autorità Giudiziaria le altre gravissime violazioni commesse dalla Lega Nord: – violazione della legge del 17 aprile 1956 n. 561 sul divieto deile associazioni di carattere militare che al punto 2 recita: “Alle associazioni od organizzazioni diendenti o collegate con i partiti politici è vietato di dotare di uniformi o divise i propri aderenti. I trasgressori sono puniti con la pena dell’arresto da sei a tre anni e le uniformi sono confiscate”. – violazione dell’ articolo 238 del Codice Penale e della sentenza n. 1146 del 14/12/1988 della Corte costituzionale che punisce chi attenta alla Costituzione Repubblicana; – violazione dell’articolo 303 del Codice Penale che punisce chi si rende protagonista di pubblica istigazione ed apologia; – violazione dell’articolo 241 del Codice Penale che punisce chi istiga alla secessione ed attenta contro la integrità, l’indipendenza e l’Unità dello Stato, reato che non è legato all’ effettivo verificarsi della secessione, ma alle attività finalizzate a questo scopo; – violazione dell’articolo 305 del Codice Penale che punisce chi si rende responsabile di cospirazione politica mediante associazione; – violazione dell’articolo 286 del Codice Penale che punisce chiunque commette un patto diretto a suscitare la guerra civile; – violazione della legge del 20 giugno 1952 n. 654; – violazione dell’ articolo 271 del Codicc Penale che punisce chi deprime il sentimento nazionale; – violazione del decreto legislativo n. 1559 del 1947 che punisce chi istiga all’ evasione fiscale; FA ISTANZA – affinchè dopo aver verificato la consumazione dei reati esposti, faccia valere il potere che a Lei personalmente lo Stato conferisce per difendere le Istituzioni dall’eversione e provveda all’arresto in flagranza di reato, come previsto dall’articolo 68 della Costituzione, degli eversori anche se trattasi di parlamentari e al sequestro delle divise paramilitari consistenti in camicie verdi con i gradi della “guardia nazionale padana”. Lei commetterà abuso di potere, omessa denuncia e favoreggiamento, se non agirà come dettato dagli articoli del C.P. 361-362-363, che La obbligano all’arresto in flagranza di reato di coloro che cornrnettono i reati sopra elencati, al sequestro delle divise paramilitari ed alla denuncia presso l’Autorità giudiziaria. Francesco Miglino
    Milano 21/6/97

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