LA LEGA FA ATTACCHINARE DA IMMIGRATI CLANDESTINI I MANIFESTI ELETTORALI CHE CHIEDONO DI CACCIARE I CLANDESTINI
Ieri notte, in Via Pola davanti alla nuova sede della Regione, un gruppo di attacchinatori verdi guidati da Giancarlo Aprea, Consigliere di zona e Stefano Costa, responsabile di zona, hanno incontrato un gruppo di immigrati nord africani che, pur non spiaccicando una parola di italiano, stavano attaccando quei manifesti di lega Nord che inneggiano alla cacciata dei clandestini, cioè di loro stessi. In campagna elettorale tutto sembra essere lecito. Persino dire una cosa e nello stesso momento fare l’esatto contrario. Certo decideranno gli elettori ma da una forza di governo come la Lega ci attendiamo se non coerenza almeno un minimo di decenza.
Per quanto ci riguarda noi continueremo nella nostra azione per poter garantire, dove possibile, una casa e un lavoro a chi viene nel nostro paese scappando dalla miseria, dalla fame e dalle malattie.
Carlo Monguzzi
Stefano Costa
Giancarlo Aprea




giugno 5th, 2009 at 1:16 pm
[...] a Milano anche a Bergamo piovono segnalazioni di migranti clandestini sfruttati della Lega Nord per [...]
giugno 8th, 2009 at 1:49 pm
La notizia però è che i “negri” si prestano ad attacchinare i manifesti di chi li vorrebbe cacciare. Curioso, no?
giugno 15th, 2009 at 1:12 pm
Mi sembra si faccia confusione fra, “clandestini” “extracomunitari regolari” e “stranieri”.
Non voglio entrare in polemica sterile, tantomeno esprimere giudizi.
Solo ho l’impressione che generalizzare e estremizzare porta molta confusione.
La confusione è la principale causa di ignoranza e preconcetti.
L’ignoranza è la “non conoscenza”, vi inviterei a valutare con attenzione quanto esporrò di seguito, peraltro documentando con date e articoli quanto asserisco.
Inutile quindi costituire “L’ambiente per vincere”
15 febbraio 2008 Nasce la nuova associazione degli ecologisti DEMOCRATICI
«L’ambiente nuova frontiera per il Pd e per l’Italia»
Lodevoli programmatiche intenzioni per ricompattare i VOTI verdi allo sbando
Dove oltre a VELTRONI interviene in conferenze financo udite udite!:
Ermete Realacci, IL Ministro per l’Ambiente del Governo “ombra.”
Che può fregiarsi del Titolo di studio: Diploma di Maturità Classica
E’ ovviamente presidente onorario di Legambiente
E noi tutti ridiamo e applaudiamo perché “l’ombra” sembra ormai definitiva visti i risultati!
Apprezzando le sue dissertazioni, sul nucleare, e sulle varie questioni, a cui la sola risposta, ormai ossessiva è “NO”!
Il bello è che PRODI ha varato il segreto di stato sulle centrali nucleari!
E non ho visto alcuna protesta.
Nessun girotondo?
Leggo un trafiletto interessante da un più lungo articolo:
IL VENTO DI FULCO, QUANDO EOLO DIVENTA EURO del 20 aprile 2004
Fulco Pratesi, immacolata icona dell’ambientalismo nostrano, nonché presidente del Parco Nazionale d’Abruzzo, che, senza rendersene conto, nei giorni scorsi si è visto piombare addosso una sentenza della Corte dei Conti che lo obbliga a versare un risarcimento di
88.283,65 euro
per la sua spumeggiante gestione del Parco fino al 2002. In realtà questi “cattivoni” della Corte dei Conti hanno sicuramente preso un abbaglio. «Gestioni fuori bilancio», «mancata osservanza della convenzione di cassa stipulata con l’Istituto bancario tesoriere», «ricorso esteso ad anticipazioni di tesoreria», «deficienze di cassa» e «patologici disavanzi». E ancora una macchina qua, una carta di credito là, una palazzina di tre piani di su.
Questi sono solo alcuni dei reati contestati al buon Fulco e al suo amico Franco Tassi (ex direttore del Parco condannato a un risarcimento di 914.512,56 euro)
Ben più particolareggiati articoli digitando con google Operazione No ai “Parchi Fantasma”
Domenica, 23 aprile 2006 Pratesi condannato dalla corte dei conti
“Ha scritto l’Avvenire che la “La condanna appare tutto sommato mite dal momento che il Procuratore della Corte aveva chiesto a Pratesi un risarcimento di 188 mila euro e la chiamata in correità con l’ex direttore del Parco Franco Tassi, prima allontanato e poi licenziato per cinque capi di accusa, tra i quali l’aver preso in affitto a spese del parco un intero edificio di rappresentanza a Roma”.
La Corte rimprovera a Pratesi di non aver controllato l’operato del direttore generale Tassi, che si sarebbe dato ad una serie di spese pazze.
Un rapporto più dettagliato sulla gestione del Parco d’Abruzzo e sulla gestione delle aree protette italiane verrà presentato a Roma il 2 di marzo.
Si tratta del documento conclusivo dell’indagine conoscitiva che la commissione Ambiente della Camera ha dedicato alla gestione delle aree protette italiane.
Trovo anche l’articolo di “PARKS.IT” del 25/10/2007 che testualmente riporto:
In questi giorni la stampa regionale ha dato notizia di una Sentenza della Corte dei Conti, Sede Centrale giurisdizionale di appello, secondo la quale il Giudice avrebbe assolto Franco Tassi e CONDANNATO Fulco Pratesi per danno erariale ed a risarcire all’Ente Parco la somma di € 10.000, per non aver negoziato il tasso di interesse più favorevole, con l’Istituto Cassiere B.N.L.
Tuttavia, visto il contesto giornalistico della notizia, è opportuno rendere noto l’esito della Sentenza della Sede Centrale giurisdizionale di appello n. 1/2006° del 3 gennaio 2006 e della Sentenza n. 167/07/A del 19 giugno 2007, con le quali il Giudice della Corte dei Conti ha a s s o l t o Fulco Pratesi e ha condannato Franco Tassi per danno erariale, di conseguenza a risarcire all’Ente Parco le seguenti somme:
€ 91.083,85 – per finanziamento Comitato Parchi e Centro Parchi
€ 17.352,95 – per utilizzo improprio dell’appartamento di proprietà dell’Ente
€ 13.549,31 – per spese di missione all’estero della Comunità del Parco
€ 97.554,16 – per utilizzazione di carte di credito dell’Ente
Per quanto riguarda l’ i l l e g i t t i m a corresponsione del trattamento dirigenziale alla ex dipendente signora Flavia Caruso, il cui danno erariale è stato calcolato in € 67.229,20 nella sentenza di 1°grado n.1/04 del 7.01.2004, l’ appello del Tassi è stato accolto per prescrizione in quanto il primo pagamento è avvenuto in epoca antecedente al quinquennio per il quale si è azionato il Procuratore regionale.
In definitiva il totale del danno, nei confronti dell’Ente, derivanti dalle due sentenze di cui sopra ammonta alla somma complessiva di € 219.540,2 che l’ex Direttore Franco Tassi dovrà risarcire all’Ente Parco.
Per di più, bisogna ricordare che con Sentenza n. 36 del 2 luglio 1996 della Corte dei Conti, sezioni Riunite in sede Giurisdizionale di Appello, il Tassi fu condannato, per danno erariale, a risarcire l’Ente parco per l’importo di €25.822,84, per cui l’attuale Direzione ha dovuto incaricare l’Avvocatura dello Stato per il recupero coatto.
Si deduce che il dottor Tassi è stato condannato, con sentenze definitive, dalla Corte dei Conti a risarcire all’Ente Parco la complessiva somma di € 245.363,04 oltre interessi e rivalutazioni.
Inoltre, l’attuale Direzione ha avviato la procedura coattiva nei confronti dell’ex Direttore per la ripetizione delle somme indebitamente percepite, a titolo di indennità di polizia, pari a € 60.971,72. Pescasseroli, 25 ottobre 2007.
Leggo da wikipedia ( ma senza fonte ufficiale ) che le vicende giudiziarie di Fulco Pratesi si sono tutte concluse con assoluzioni, sia nei confronti della Corte dei Conti, sia nei processi penali (Tribunale di Sulmona, 5 maggio 2008).Pero non riesco a trovare la fonte ufficiale di tali affermazioni ma trovo comunque :
Il “soldo” che ride L’«allegra» gestione del Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise Pubblichiamo l’articolo di Antonio Gaspari, in uscita sulla rivista “Tempi”, n. 11, 14-20 marzo ’02: Nel rispondere ad una interrogazione parlamentare riguardante la situazione dell’Ente Parco, il sottosegretario al Ministero dell’Ambiente Roberto Tortoli ha detto che: «nel Parco d’Abruzzo esistono specie più protette che sono il Presidente e il direttore del Parco».
Proseguendo l’articolo apprendo “che al direttore del Parco, Franco Tassi viene riconosciuta una qualifica di Dirigente Generale dello Stato, equiparato cioè a un Presidente di Cassazione, e retribuito con una
MENSILITA’ LORDA DI CIRCA 18 MILIONI E MEZZO DI LIRE
“C O M P L I M E N T I !”
Più ovviamente la indennità di polizia, pari a € 60.971,72
Fulco pratesi dal Corriere della sera : Orsi o eolica Una lite tra ecologisti Il progetto di installare 26 torri eoliche ai margini del Parco nazionale d’ Abruzzo minaccia di danneggiare l’ ambiente. A rischio lupi e orsi.
A RISCHIO SIAMO NOI TUTTI! Il danno erariale è irrilevante, come irrilevanti sono le sentenze di condanna o assoluzione, LE PRESCRIZIONI?
Il problema vero è che dinosauri gestiscono con fini esclusivamente di profitto questioni strategiche del nostro paese, influenzando l’opinione pubblica verso scelte TRAGICHE!
Ma simpatiche devo dire le “norme” dettate in un art. del “Corriere della sera”del 4/5/2006
“ SONO ECOLOGISTA MI LAVO OGNI SETTE GIORNI ”
DOVE apprendo con gioia che: “ In casa Pratesi però è ecologista pure la gatta Perlina: «Va a bere l’acqua della tazza, lo sa benissimo che è pulita perché è la stessa del rubinetto ».
Con rammarico e con vergogna di essere italiano, cresciuto in paese cieco gestito da pazzi leggo anche : lunedì, maggio 29, 2006
La bottiglia ricavata dal mais, ovvero quello che avremmo potuto essere
Per capire bene quanto eravamo avanti e quanto siamo rimasti fermi.
Era il 1990. La Montedison-Ferruzzi, che all’epoca faceva capo a Raul Gardini, aveva appena lanciato un materiale innovativo. Si chiamava Mater-Bi. Una plastica ottenuta dal mais, con la particolarità di essere biodegradabile..
IL, 29 maggio 2006, il quotidiano britannico “The Independent” apre con la notizia e la fotografia di un nuovo contenitore rivoluzionario per cibi. «E’ la bottiglia che annuncia una rivoluzione della plastica», titola il giornale. «Pensateci, plastica fatta con il mais. Il potenziale per aiutare il pianeta è enorme», dice un portavoce della Balu, la giovane azienda che la produce (qui l’articolo). Gli inglesi sono arrivati ora dove eravamo arrivati noi diciassette anni fa. “The Indipendent” scrive oggi quello che Topolino scriveva in Italia nel 1990.
Ma la gattina di Pratesi è ecologista, beve dalla tazza!
Non ridete? Non piangete? Non credete ?
NON SAPETE!
Ecco il meccanismo il “disegno” di chi organizza girotondi!
TRASCINANDO AMEBE E STOLTI IN PIAZZA!
Fulco Pratesi dichiara riguardo Alessandro Ghigi:
«l’antesignano di ogni organizzazione della natura nel nostro Paese»
E io cerco e trovo chi era GHIGI!
Un padre, dell’ambientalismo contemporaneo, in Italia come altrove con richiami mitologici a “Gaia e ridicoli “GIROTONDI” alle centrali nucleari, alla caccia, agli impianti di smaltimento dei rifiuti.
Ghigi è stato un razzista caparbio!
Vicepresidente della Società Italiana di Genetica ed Eugenica.
Ha scritto libri disprezzando i NEGRI e altre razze, ha firmato il Manifesto della Razza del 1938 con cui ebbe inizio la discriminazione contro gli ebrei nel nostro Paese. Nel libro Problemi biologici della razza e del meticciato (Zanichelli, Bologna 1939), Ghigi descrive il tema delle degenerazione causato dall’incrocio con razze nere che sarebbero «evolutivamente inferiori e geneticamente incompatibili».
Per quanto riguarda gli ebrei, nel libro di Giorgio Israel e Pietro Nastasi Scienza e razza nell’Italia fascista (il Mulino, Bologna 1998) si ricorda che due fautori della politica razziale mussoliniana
come Guido Landra e Nicola Pende parlano di Alessandro Ghigi come di «uno dei razzisti più estremi».
ECCOLI I “VERDI”!
“lo tsunami nel cervello” è il titolo di un articolo ma esprime perfettamente il concetto:
Esiste una sorta di egemonia culturale ecologista così pervicace da rendere impossibile (e quasi inutile) qualsiasi puntualizzazione. Il dogma ecologista, spesso santificato dall’aggettivo “democratico”, è intoccabile e arreca in chi osa contraddirlo ludibrio pubblico.
[Da «il Timone» n. 42, aprile 2005]
Un razzismo interessato, finalizzato a “SALVARE GAIA” dal cancro del pianeta, L’UOMO!
Parlano di violazione delle leggi naturali se intervieni geneticamente per migliorare le piante, ma non hanno nessun problema a sostenere esperimenti sugli embrioni, e le fecondazioni in provetta con commercio di gameti. Gridano all’orrore se mangi cibo che non è “biologico”, ma approvano e propagandano tutti gli ormoni e le sostanze strane che vengono somministrate alle donne nella forma di contraccettivi. Difendono tutti i tipi di vita animale, dalle uova di tartaruga ai girini, ma affermano che abortire bambini è un diritto. Raccolgono fondi e firme per proteggere gli alberi ultracentenari, nello stesso tempo però propongono di legalizzare l’eutanasia. Mostrano meraviglia di fronte alle forme religiose primitive, panteiste e neopagane, ma inorridiscono se provi a difendere la presenza del Crocifisso.
Stiamo parlando dei “Verdi”, espressione culturale e politica di un’ideologia contraria alla vita ed al pensiero cristiano. Gli esponenti di questa ideologia sono dei gran sofisti, capaci di dire tutto ed il contrario di tutto, senza il minimo scrupolo. Ma non si tratta solo di un meschino opportunismo: l’ideologia ecologista contraria alla vita ed alla famiglia è espressione coerente di un pensiero intollerante verso le attività umane. Non è un caso che per il pensiero ecologista militante l’uomo sia il cancro del pianeta.
La centrale nucleare sicura esiste già?
Il reattore perfetto che l’Italia ignora.
Un prototipo da 300 megawatt dell’impianto tanto atteso dall’umanità, quello di quarta generazione che elimina per sempre il pericolo di incidenti (come quello sloveno) e disinnesca il problema delle scorie, è perfettamente in funzione da 6000 ore, oltre otto mesi, in uno stabilimento in Russia. E sta raggiungendo la sua massima efficacia di utilizzo grazie alla tecnologia di una ditta milanese. Il cui amministratore delegato, Domenico Libro, nell’attesa di un secondo impianto firmato a quattro mani con lo stato russo, garantisce chiavi in mano per il 2014 il primo reattore commerciale di questo tipo sul mercato globale: tra poco più di cinque anni.
Questa notizia la prendo da LIBERO 6/6/2008
Non posso certamente esprimere giudizi, ma devo peraltro notare come spesso informazioni determinanti siano state in passato relegate ad essere taciute e nascoste, non di meno si stanno conducendo notevoli progressi anche sull’utilizzo della fusione nucleare. La reazione di fusione nucleare produce, come unico tipo di scoria, 4He, un gas inerte e assolutamente non radioattivo (secondo la fisica nucleare è il nuclide più stabile possibile).
L’attuale progetto ITER ha un budget di 10 miliardi di Euro. Il successivo passo sarà il progetto DEMO si avvantaggerà dell’esperienza e integrerà il reattore con tutte le infrastrutture necessarie alla produzione di energia elettrica in modo efficiente.
MA LA GATTINA PALLINA di FULCO PRATESI E’ ECOLOGICA E QUESTO LO LEGGO SUL PAESE SERA A TIRATURA NAZIONALE la ritengo una notizia giustamente importante.
Come una sua “PERLA” di chiarezza e lucidità al congresso degli Animalisti Italiani :
“I cacciatori sono bracconieri potenziali. Sono pochissimi, se ci sono, i cacciatori che rispettano le regole. Non c’è differenza sostanziale tra caccia e bracconaggio”
Io perplesso mi leggo anche:
DENUNCIATO DIPENDENTE WWF PER BRACCONAGGIO
CAGLIARI, 20 APR2004 – Un dipendente del Wwf è stato denunciato a piede libero per bracconaggio, nell’oasi protetta dell’Associazione ambientalista di Monte Arcosu nel Cagliaritano, dagli agenti del Corpo regionale forestale. L’uomo, di 62 anni, è stato segnalato all’autorità’ giudiziaria, assieme ad altri quattro giovani complici, perché sorpreso con quattro cinghiali catturati con i lacci. L’operazione degli agenti del Corpo di vigilanza ambientale di Capoterra è scattata domenica mentre nell’oasi del Wwf vi erano diversi visitatori. Agenti in borghese si sono confusi con i vari gruppi di escursionisti mentre altri in divisa hanno controllato alcuni punti strategici. I Forestali hanno così osservato l’uomo che con l’auto fuoristrada del Wwf si è recato in una zona interdetta alla circolazione privata dove ha caricato sullo stesso automezzo quattro cinghiali catturati con lacci. Gli animali, come hanno visto gli agenti appostati fra la vegetazione di Monte Arcosu, sono stati poco dopo caricati su un’altra autovettura privata con a bordo due coppie di giovani che, una volta fermati, sono risultati amici e parenti del dipendente del Wwf. Sono stati, quindi, sequestrati i cinghiali mentre l’uomo, principale indiziato, è stato accompagnato dagli uomini dell’ispettore Fabrizio Madeddu, che ha coordinato l’operazione, sul luogo della cattura degli animali dove sono stati trovati altri lacci ancora innescati. I Forestali hanno inviato un dettagliato rapporto all’autorità giudiziaria sull’episodio e sulla posizione di altri dipendenti del Wwf nei cui confronti sono tuttora in corso accertamenti. L’Oasi, la più grande del Wwf in Italia, si estende su 3.600 ettari e si trova nel complesso forestale di Monte Arcusu e Piscina Manna, che costituisce la foresta di macchia mediterranea più ampia dell’intero bacino mediterraneo. (ANSA). AR 20/04/2004 11:22
PAPPARDELLE AL CINGHIALE, “SfUmaTe al WWF” per la biodiversità al sugo?
Ma interessanti questi due successivi articoli che spiegano meglio la “tutela ambientale del wwf”.
Caltanissetta: istituito nucleo delle guardie particolari giurate del Wwf
Il WWF di Caltanissetta ha istituito il “Nucleo delle Guardie Particolari Giurate del WWF” le uniche armi sono quindi il telefono cellulare, il binocolo, la macchina fotografica, carta penna, e tanta volontà. (Chiara Ferraù) 03/10/2008
Picchia cacciatori Arrestato un dirigente Wwf (16 gennaio 2008)
Dovevano essere semplici controlli anti bracconaggio nei boschi della provincia a nord di Bari, ma sarebbero stati condotti con minacce e pesanti perquisizioni: una specie di caccia al cacciatore, secondo le indagini dei carabinieri di Barletta, che hanno arrestato il responsabile regionale pugliese del Wwf, Pasquale Salvemini, un vice sovrintendente del Corpo Forestale dello Stato, Raffaele Stano, e una guardia venatoria volontaria, Moisè Checchia. A tutti è stato concesso il beneficio dei domiciliari. Le accuse sono violenza privata continuata aggravata, omicidio colposo con morte come conseguenza di un altro delitto, falso ideologico e materiale, abuso d’ufficio, calunnia continuata e aggravata, lesioni aggravate. L’inchiesta è scattata dopo la morte per infarto di un cacciatore di 82 anni, nel 2005 sottoposto a un controllo particolarmente aggressivo. Inoltre – sostiene l’accusa – nel corso di un intervento a Barletta a gennaio 2007, il forestale avrebbe colpito un cacciatore con una testata fratturandogli il setto nasale. In alcuni casi le perlustrazioni sarebbero state condotte a volto coperto e piazzando richiami per uccelli vietati per fabbricare false accuse contro i cacciatori.
Il forestale dovrà rispondere anche della modifica di un’arma legalmente detenuta. Nel corso delle perquisizioni sono stai trovati a casa del forestale più di 30 riproduttori elettromagnetici con cd e musicassette per il richiamo degli uccelli
Ecco cari signori i risultati del delirio di potere, della loro maledetta, “verde” follia collettiva!
Incappucciati, aggrediscono, un 82enne, che muore di infarto. BRAVI!
Il britannico sir Julian Sorrel Huxley, fondatore del WWF, è stato presidente della Società Eugenetica Britannica, dirigente di associazioni per il libero aborto e per la legalizzazione dell’eutanasia. Come sottolineo eugenetico e razzista anche uno dei padri fondatori dei verdi italiani: Alessandro Ghigi. Un nome sconosciuto ai più, ma che il presidente onorario del WWF Fulco Pratesi ha definito come «l’antesignano di ogni organizzazione della natura nel nostro Paese»; Roberto Duria, l’animalista radicale dell’Animal Liberation Front, ha scritto di lui che è stato «il più grande zoologo dell’epoca».
E questi sono i risultati :
L’ONOREVOLE SERGIO BERLATO MINACCIATO DI MORTE DAGLI ECOTERRORISTI.
L’Associazione Siciliana Caccia e Natura e tutto il mondo venatorio nazionale fa quadrato intorno all’europarlamentare Sergio Berlato, il cui nome campeggia sui muri di Illasi, noto centro in quel di Verona, dove è diventato bersaglio di minacce di morte firmate dagli ecoterroristi A.L.F. (Animal Liberation Front)
Faccio una breve parentesi per una considerazione, leggendo dal sito di Berlato che “La lotta alla pedofilia diventa una priorità politica per l’Unione Europea”
Poi leggo che a suo avviso, dopo il congresso che ha visto lo scioglimento di Alleanza Nazionale che andrà a formare il Popolo della Libertà, si navigherà in un mare più grande.
Credo sarà invece un “OCEANO” burrascoso.
Lo vorrei proprio vedere seduto vicino al “COMPANO bisex DI PARTITO” Capezzone mentre disquisiscono di cose amene e Capezzone gli spiega che la pedofilia “al pari di qualunque orientamento e preferenza sessuale, non può essere considerata un reato”.
“ Ho avuto rapporti di AMICIZIA e “OLTRE” con ragazze e ragazzi”.
Nell’intervista Capezzone alla domanda su quale personaggio politico vorrebbe gli spalmasse la crema solare, Capezzone risponde poi: “Dio ce ne scampi e liberi, avrei paura che si fregassero anche quella”. Ad onor di cronaca comunque nulla di nuovo, Daniele Capezzone aveva parlato della sua bisessualità in un’intervista rilasciata a GAY.tv, era lo scorso febbraio, quell’intervista finì sulla copertina di GAY.tv ON PAPER
Caro Berlato credo sia il caso di costituire la “r.A.N.” Ossia rifondazione.Alleanza.Nazionale.
Con queste premesse e tanti differenti pensieri, peraltro in antitesi e incompatibili, non vedo molta serenità all’orizzonte. E peraltro Capezzone è stato chiaro, niente “crema solare” dai politici.
Eventualmente esserne nominato portavoce.
Mi rilasso leggendo di Fulco Pratesi, impegnato anche nella possibilità di eliminare le navi da crociera da Venezia al fianco ovviamente di “ITALIA NOSTRA”
Per limitare l’impatto paesaggistico di queste grandi navi!
E dire che leggo stranamente anche:
“L’alleanza con una grande compagnia come Costa Crociere a difesa del mare ci aiuta a difendere la biodiversità di alcune tra le aree del pianeta più importanti – ha dichiarato Fulco Pratesi presidente del Wwf Italia”
Ossia la conferma di come si possa far tutto, eliminare le navi da crocera, ma entrarne in alleanza, essere schierati a sinistra, ma osannare il mussoliniano Ghigi che promulgava le leggi raziali.
Comunque eliminare le navi da crociera da Venezia, lo ritengo un lodevole impegno tanto è che Venezia riceve grande danno dal turismo, e grande danno “PAESISTICO”, considerata la precipua vocazione del territorio alla pastorizia e all’agricoltura visti i vari agrumeti in laguna!
Noto nel mondo infatti il “formaggio con le pere”.DOP.p”
(denominazione di origine protetta alle “pere” )
Esportato con successo dalla laguna!
Propongo pertanto di valutare la possibilità di costruire un porto turistico in Barbagia data la difficoltà di raggiungere i luoghi turistici di cui la fiorente zona è colma.
Altro luogo in alternativa alla Barbagia credo sia l’Aspromonte.
I pescherecci di montagna calabresi sono considerati una prerogativa della nostra italica creatività.
29/10/2008 la stampa titola cosi:
C ‘è acqua solo per trent’anni Il Wwf: se non si cambia CI SERVIRA’UN NUOVO PIANETA!
L’allarme arriva dal Rapporto internazionale sul pianeta del Wwf, un lavoro biennale che viene presentato questa mattina a Roma dal suo direttore scientifico Gianfranco Bologna, da Riccardo Valentini del Cnr, dal segretario generale dell’Aspen Institute Angelo Maria Petroni e da Piero Angela.«Oltre la recessione economica,il mondo rischia quella ecologica».
L’articolo “TRANQUILLIZANTE”, ci spiega che occorrono 15500 litri d’acqua per un chilo di manzo dalla stalla al piatto, e che in Somalia nel frattempo qualcuno muore di sete.
Ecco in sintesi credo di capire che dobbiamo consumare meno acqua in Italia, e “MENO MANZO”!
Cosi in Somalia potranno trovare nei pozzi quella che noi non consumiamo qua, e forse anche il “MANZO”!
Ma il manzo, sarà difficile estrarlo dal pozzo?
Anche a me servirebbe un nuovo pianeta, dove non prolifera il WWF.
Dove prima di parlare, e scrivere, magari si attiva non dico il cervello ma almeno un neurone.
Ho ascoltato Rifkin alla sua lezione, sul tema “L’agricoltura nella Terza Rivoluzione Industriale” e considerando quanto NEGATIVAMENTE dichiara di Berlusconi, per quanto mi possa sforzare non riesco a comprendere l’opportunità di tale intervento e della sua presenza. INVITATO DA ALEMANNO?
Non riesco a comprendere le “meccaniche politiche”, non riesco a comprendere lo spazio lasciato a Rifkin, abile “saggista” “FUTUROLOGO”, che sostiene utopiche e fantascientifiche tesi sull’energia, senza peraltro essere qualificato a farlo, visto che è laureato in economia.
Un “ECONOMISTA” ci spiega perché non costruire centrali nucleari, costringendoci a dipendere dalla Francia, e nel contempo ci spiega che le mucche inquinano, e che pertanto sarebbe da bandire la carne.
Queste affermazioni, riguardo la messa al bando della carne, non sono suffragate da reali studi scientifici e pertanto sono solo demagogia, filosofia, utopia, “ASTROLOGIA”?.
Sono tesi ampiamente e da varie fonti contestate.
Rifkin peraltro come “ECONOMISTA” propone l’idrogeno come carburante del futuro e a tal riguardo è chiarificatore quanto leggo in articoli scritti da chi di idrogeno, forse ci gonfia i palloncini: Guardando poco indietro nel tempo vedo che:
Il 10 aprile 2008, Il profeta americano della rivoluzione industriale “verde” Rifkin è a Roma per presentare un progetto della Regione, con il ministero dell’Ambiente Nasce in Puglia l’Italia ad idrogeno
Con Rifkin per l’energia pulita di ANTONIO CIANCIULLO
ROMA – “Questo è un grande momento per l’Italia: adesso l’obiettivo idrogeno è più vicino. Nascerà una rete di energia diffusa che alleggerisce il peso del trasporto, l’impatto inquinante e la bilancia commerciale. Si potrà viaggiare leggeri, con un carburante regalato dal sole e dal vento”. Jeremy Rifkin, il profeta della rivoluzione industriale verde, è a Roma per presentare un progetto messo a punto in tre anni grazie ai 5 milioni di euro investiti dal ministero dell’Ambiente e dalla Regione Puglia e al contributo tecnico dell’Università dell’idrogeno.
L’Università dell’idrogeno: 6 febbraio 2009 “Finalmente si può partire”
ROMA – “Finalmente si può partire con le auto a idrogeno e a metano-idrogeno. Ora però l’Italia adotti subito una normativa che si uniformi a quella europea e la Puglia sia avanguardia per la rete dei distributori”. Così il presidente dell’Università dell’Idrogeno H2U, Nicola Conenna, sul pacchetto di provvedimenti del governo sulla crisi dell’auto. “Ora e’ tempo di agire e occorre accelerare la transizione a quella che Jeremy Rifkin definisce la Terza rivoluzione industriale”.
Di ben diverso avviso, a motivato parere e con ben altre competenze specifiche il prof. Ugo Bardi dell’Università di Firenze, Presidente dell’AspoItalia, branca italiana dell’associazione internazionale che studia il picco petrolifero.
Confessioni di un idrogenista pentito
Quando cominciò l’ “uragano Rifkin”, nel 2002, mi trovavo a essere uno dei pochi in Italia che avevano veramente esperienza pratica sui concetti tecnici dell’economia basata sull’idrogeno. Mi invitavano alle conferenze a parlarne. Non sono il solo a pensarla così; ho conosciuto diverse persone che hanno dedicato anni di vita alle pile a combustibile e all’idrogeno ma che poi hanno abbandonato il campo, delusi. Siamo gli “idrogenisti pentiti”, persone che hanno lavorato, e magari anche creduto, nella promessa dell’idrogeno ma che poi si sono resi conto che – se magari non la possiamo proprio definire una bufala – è una cosa talmente difficile e lontana nel tempo che non ha nessuna rilevanza per la soluzione dei problemi attuali.
Ci sono moltissimi problemi con il concetto di “economia basata sull’idrogeno” ma uno dei principali è la conversione dell’idrogeno in energia utile – ovvero energia elettrica. Farlo con un motore termico è possibile, ma l’efficienza è terribilmente bassa. Quindi il concetto ruota molto intorno alla possibilità di usare pile a combustibile che promettono efficienze molto maggiori. Ma le cose non sono facili.
Le PEM hanno ancora bisogno di platino e una PEM dell’ultima generazione richiede qualcosa come 1000 dollari al kW di solo platino; una vettura a pile a combustibile dovrebbe contenere platino per un costo superiore alla vettura stessa! Non c’è abbastanza platino su questo pianeta per costruire pile PEM in numero sufficiente a rimpiazzare gli attuali veicoli su strada e a realizzare l’idea dell’ “economia basata sull’idrogeno”. Era una cosa che sapevamo già nel 1980 e che non è molto cambiata da allora.
Uno degli ultimi “nuovi sviluppi” è stato, indovinate un po’, usare leghe di platino! Proprio la cosa che facevo io.
Magari queste leghe funzioneranno meglio delle nostre, magari questi qui (di Brookhaven) sono più bravi di come eravamo noi al Lawrence Berkeley Lab; chi lo sa? Si riuscirà mai a produrre una pila a combustibile che usa poco (o per niente) platino e che si vende a un prezzo ragionevole? Non è impossibile, ma sembra molto difficile. Sono ormai più di trent’anni che si parla di pile a combustibile “moderne” ma ancora ci sono soltanto prototipi.
Se ce ne sono in vendita o sono giocattoli dimostrativi oppure sono a prezzi tali che li possono comprare solo istituti di ricerca.
A quanto avete letto, io aggiungo che sarebbe bello poter avere energia, con una presa di corrente direttamente dal tronco di una pianta, ma così non è, e il “SONNO” italiano spero sia terminato.
Leggo con estremo piacere a tal riguardo: Il premier Silvio Berlusconi e il presidente francese Nicolas Sarkozy hanno firmato l’accordo intergovernativo sul nucleare che vedrà Italia e la Francia sempre più vicine nella produzione di energia dall’atomo.
Se poi troviamo la pianta con la “spina” incorporata, tanto meglio, ma ora è necessario l’atomo.
E’ indispensabile non dipendere esclusivamente dal petrolio, e dai capricci dei gasdotti.
Dai capricci e dai deliri di ecologisti isterici.
Il resto è solo pura demagogia, intrallazzi e consulenze.
Non meno importante è muoversi per tempo, viste le difficoltà italiane.
I girotondi, le Sovrintendenze al paesaggio, i milioni di comitati “CONTRO” A TUTTO “SEMPRE”.
Comitati, fondamentalmente di “SINISTRA” opportunistici e ipocriti, si dimenticano di chiarire che la bomba di Hiroshima ha rilasciato nell‘atmosfera 4,5 tonnellate di sostanze radioattive, mentre l‘esplosione del reattore di Cernobyl ne ha rilasciate circa 50 di tonnellate.
Ma agghiacciante è la descrizione di quanto avvenne prima dell’esplosione.
E di come l’incidente sia il risultato di una follia collettiva, di incapaci, di criminali e incompetenti.
Frutto questo disastro, di una impressionante somma di fattori di rischio che riguardano sia le caratteristiche intrinseche fondamentali del tipo di macchina e di alcuni suoi particolari, sia del sistema di gestione economico e amministrativo per cui la centrale nucleare risultava priva di personale qualificato, infine per la scelta di un “esperimento” nelle ore dell’incidente che fu compiuto con errori di coordinamento e manovre particolarmente incaute e sfortunate.
Gli operatori della centrale non erano a conoscenza dei problemi tecnici del reattore.
I progettisti sapevano che il reattore era pericoloso in certe condizioni, ma avevano nascosto intenzionalmente tale informazione ai tecnici.
Il personale dell’impianto era composto per la maggior parte da operatori non qualificati.
Il direttore, aveva esperienza di impianti a carbone; anche il capo ingegnere, proveniva da impianti convenzionali.
Già nel 1982 il reattore numero 1, a causa di manovre errate effettuate dal personale tecnico, ha subito la distruzione dell’elemento centrale del reattore. L’esplosione, ha causato il rilascio di radioattività nell’atmosfera. Il fatto non è mai stato reso pubblico prima dell’incidente del 1986. Non sono state prese alcune misure di sicurezza e l’impianto non è stato assolutamente migliorato per far fronte a futuri altri problemi.
Per ridurre i costi, l’impianto era stato costruito con un contenimento parziale, che escludeva la sommità del reattore e questo ha consentito la dispersione dei contaminanti radioattivi nell’atmosfera.
Una caratteristica di questo reattore è quella di avere un coefficiente di vuoto positivo, cioè, con l’aumentare delle quantità di vapore presente nel refrigerante, la reazione a catena, anziché diminuire, aumenta.
Tale caratteristica E’ VIETATA NEI REATTORI OCCIDENTALI PER MOTIVI DI SICUREZZA.
In un ipotetico reattore “intrinsecamente sicuro” se il liquido refrigerante manca, il reattore dovrebbe essere in grado di spegnersi autonomamente senza interventi umani o di mezzi meccanici.
Nei reattori con uno standard di sicurezza accettabile devono essere comunque evitate le caratteristiche costruttive che implicano un aumento della reazione in caso di malfunzionamento.
OSSIA QUANTO AVVENNE A Cernobyl
Il “GOVERNO SOVIETICO” inizialmente cercò di tenere nascosta la notizia di un grave incidente nucleare. Impiegarono diversi giorni per rendersi conto della gravità del fatto ma nonostante la situazione risultasse da subito disperata un velo di omertà si stese sull’URSS.
Le misure di sicurezza adottate immediatamente dopo il verificarsi dell’esplosione coinvolsero migliaia di vigili del fuoco e militari accorsi immediatamente sul luogo del disastro. Benché la situazione apparve nell’immediato critica, la città di Pripyat non venne evacuata .
Criminali assassini, vigliacchi che in silenzio per giorni non hanno comunicato il disastro, aggravandolo ulteriormente, mandando a morte certa le squadre con il comando di spegnere un incendio causato da un corto circuito?
Le loro squadre di soccorso non furono informate della tossicità dei fumi e del materiale caduto dopo l’esplosione nell’area circostante.
Uccisero deliberatamente, avvelenandoci, senza scrupoli, della loro malsana,”IDEOLOGIA COMUNISTA” prima che delle loro radiazioni.
QUESTO è STATO IL “ COMUNISMO”, questo è il loro attuale pressappochismo, la superficialità, il loro rispetto per la vita umana e per l’ambiente. La loro incapacità di esistere se non provocando disastri. Di schiacciare popolazioni, di fare girotondi con squilibrati mentali, con LE ASSOCIAZIONI CHE NON SCAVANO POZZI PER L’ACQUA IN SOMALIA,MA CHE CI ESORTANO A CONSUMARNE MENO QUA, DOVE PETROLIO CERTO NON VI E’ MA DI ACQUA CERTO NON NE MANCA.
Ma tornando alla nostra, ben più modesta follia dell’IDROGENO VERDE” è da chiarire che
al mondo non esistono giacimenti di idrogeno, a parte qualche traccia mescolata assieme agli idrocarburi, quindi deve essere prodotto partendo dalle fonti primarie come il metano, la idrossidazione del carbone o dalla energia elettrica, quest’ultima utilizzata per dissociare l’acqua con l’elettrolisi.
Il bilancio energetico, in tutti i casi è negativo, ovvero si consuma molta più energia primaria di quanta poi viene resa disponibile all’utilizzo finale.
Anche il bilancio complessivo di emissioni di CO2 non è convincente poiché l’adozione dell’idrogeno aumenta complessivamente le emissioni del gas serra, anche se in luoghi diversi da quelli del consumo diretto.
Perché la ottima e nobile energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili, dovrebbe attivare un processo chimico, quello dell’idrogeno, che alla fine ci lascia con circa un quarto della energia inizialmente investita.
Questo é uno spreco incompatibile con il concetto del risparmio energetico.
Ma perfettamente compatibile con la mentalità dei nostri ESPERTI GOVERNANTI, E DEI LORO PROFUMATAMENTE PAGATI e qualificati “CONSULENTI”.
L’energia elettrica e la forma più evoluta di energia, la più flessibile, la più facilmente trasportabile, la piú pulita e non di meno la più sicura.
Ed è bene ricordare che l’idrogeno è altamente infiammabile, ed esplosivo. Ricordate la tragedia del dirigibile Hindenburg che è stato il più grande oggetto volante mai costruito.
L’Hindenburg era stato pensato per essere riempito con elio, ma un embargo militare statunitense su questa sostanza, costrinse i Tedeschi ad utilizzare l’altamente infiammabile idrogeno.
Conoscendo i rischi che l’idrogeno comportava, gli ingegneri impiegarono diverse misure di sicurezza per evitare che l’idrogeno causasse incendi in caso di perdite, ma tutti sappiamo che finì in tragedia.
La fiducia del pubblico nelle aeronavi venne mandata completamente in frantumi.
L’evento segnò la fine dell’epoca del trasporto passeggeri sui dirigibili.
Ma a bruciare in un solo minuto fù l’idrogeno e di 245 m di lunghezza rimase solo cenere.
La storia si ripete?
L’ITALIA intera e le sue risorse in fumo dietro l’idrogeno?
Rifkin ha convinto la commissione europea con i contenuti del suo libro sull’economia dell’idrogeno, molti funzionari e politici ci hanno creduto avallando lo stanziamento di molti, forse troppi soldi per esperimenti improbabili, dalla Panda a idrogeno alla BMW a idrogeno, le cucine a idrogeno, celle a combustibile al platino ecc. negando fondi ad altre iniziative promettenti di produzione energetica e non di consumo e dissipazione.
Rifkin dopo un periodo di silenzio ha recentemente cambiato parzialmente la propria versione, sostenendo che l’idrogeno ha un senso solo se prodotto da fonti rinnovabili e non dal carbone, adottando il concetto di “idrogeno verde”.
Dimenticandoci di dire che l’energia da idrogeno in tutti i casi, costerá sempre almeno quattro volte rispetto ad altre soluzioni. E che la stessa energia è difficilmente utilizzabile, per problemi di trasporto e di conversione. In sintesi, costa ottenerlo, difficile, e molto rischioso trasportarlo quanto utilizzarlo, peraltro impossibile su larga scala, se non si trovano sostituti al platino.
Ora in Puglia 5milioni di euro a cosa servono?
La rete di distribuzione per quali e quante macchine?
ROMA: PRIMO AUTOBUS A IDROGENO
Durante la presentazione del bus, il Ministro dell’ambiente Altero Matteoli: “Credo molto nell’idrogeno perché rappresenta il futuro e produce un inquinamento pari allo zero. Bisogna trovare altre risorse per investire nella ricerca e più investiamo prima possiamo avere a disposizione le auto ad idrogeno” (fonte Adnkronos 25 febbraio 2005).
Vedo Matteoli, nato nel 1940 ancora oggi sulla breccia, (diplomato in ragioneria), attualmente ministro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. Ma è stato anche Ministro dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, quindi mi auguro che gradirà questa mia particolareggiata missiva.
Scrivo anche a lui, scrivo per informare, per denunciare queste clamorose bufale, truffe, ipocrisie.
Caro Ministro Matteoli diplomato in ragioneria:
Le auto forse un giorno andranno con le “flatulenze”nostre o delle mucche!
MA A MENO DI RIVOLUZIONARIE SCOPERTE, sicuro, non potranno mai con l’idrogeno di Rifkin.
Infatti mediamente l’uomo rilascia mediamente dai 0,5 a 1,5 litri di gas al giorno suddivisi in 11-25 flatulenze circa. Una flatulenza è composta principalmente da gas inodori come l’azoto, l’ossigeno, il metano e anche l’IDROGENO!
Concordo in parte con quanto dichiarava all’elezione di Alemanno evidenziandolo.
Altero Matteoli: “Si profila un successo di Alemanno e di tutto il nuovo centrodestra senza precedenti. La capitale d’Italia ha compreso la necessità del cambiamento, stanca com’era dei fallimenti di Veltroni e del cosiddetto ‘modello romano’ della sinistra”. “Alle politiche – continua l’esponente di An – Veltroni attribuì l’insuccesso a Prodi, oggi il grande sconfitto è soprattutto lui. Spetta alla giunta Alemanno, con il valido aiuto del governo Berlusconi, ridare speranza a Roma e farla rivivere come grande capitale europea”.
Ecco dateci la SPERANZA, alle conferenze sull’energia invitiamo chi di “energia” vive, lavora, crea. Invitiamo chimici illustri, biologi di chiara fama, scienziati veri e concreti, BASTA FUTUROLOGI, basta milioni per le reti di distribuzione di idrogeno se non ci sono le macchine a idrogeno, se non basta tutto il platino del pianeta per questa “giostra”!
Basta leggere di impianti al parco dell’Aspromonte:
Restano negli annali i 650 mila euro spesi per un impianto per la produzione di idrogeno
nel Villaggio De Leo MAI REALIZZATO.
BENE:
Il Presidente Marrazzo inaugura il Polo Idrogeno a Civitavecchia 01/12/2008
«Bisogna tenere insieme, sviluppo, lavoro altamente qualificato e tutela dell’ambiente»
Infatti è a pochi metri da una centrale appena riconvertita a CARBONE!
Ma non sono il solo “critico non addetto ai lavori”, leggete quanto scrive una cittadina ben informata che ricalca in parte quanto ho già ampiamente spiegato:
Con tanto di fanfare e il solito prototipo di pulmino da x milioni per fare il giretto, Marrazzo ha inaugurato il “Polo dell’idrogeno” a Civitavecchia. Una bella cosina pulita, a pochi metri da una centrale elettrica appena riconvertita… a carbone. Il Polo è finanziato dalla Regione Lazio, ovvero dai nostri quattrini, e non sono pochi: 9 milioni di euro in tre anni.
Il Polo si propone ovviamente di non produrre nulla, ma di “fare ricerca” (l’unica cosa davvero inesauribile dell’idrogeno), e come sostiene Marrazzo tutto contento “E’ anche un modo per non costringere i nostri ricercatori ad andare all’estero”. Ah beh, se dobbiamo fare la beneficenza ai ricercatori che sicuramente non hanno null’altro da ricercare di più importante, allora siamo tutti d’accordo.
Intanto il New Scientist , che qui nel Lazio non deve avere una gran diffusione, pubblica un articolo dal titolo “Che diamine è accaduto dell’economia all’idrogeno?”. Era the next big thing nel 2000, e ora non ne parla più nessuno. In tutti il mondo i progetti dormono, persino in Islanda che era il Paese più avanzato in questo settore, sono fermi a una baleniera e una stazione di servizio. La California, che aveva promesso 200 stazioni di rifornimento per il 2010, si sta leccando le ferite della crisi ed è ferma a sei. A Londra si è rinunciato.
Far andare le auto ad idrogeno era un’assurdità qualche anno fa e lo è ora. Pannelli fotovoltaici, ricorda l’articolo, che producono 10 mila kWh l’anno, potrebbero avere un output di seimila se collegati a celle a combustibile. Inutile, insomma.
Per non parlare dell’indispensabile platino: ben 100 grammi per la cella di un’auto, equivalenti a 3000$ al prezzo corrente. E di platino ce ne è pochissimo, come spiega qui Ugo Bardi che la sa lunga sull’idrogeno. Solo cinque miniere in tutto il pianeta. Vogliamo finire a fare guerre per il platino? Chissà se qualcuno lo ha detto a Marrazzo.
Termino pregandovi di leggervi:
Cherubini e lotta politica.L’ ateismo angelico dei verdi.
La leader dei verdi Grazia Francescato ha scritto un libro di eco-angelologia, intitolato In viaggio con l’ Arcangelo (Idea Libri), un trattato sui misteri dell’ anima, nel quale letteralmente sostiene che la sua battaglia per salvare la natura è stata ispirata ed è guidata dagli arcangeli. Al giornalista Alberto Gentili del Messaggero, la Francescato ha poi spiegato di credere senza riserve nella gerarchia angelica ma di non credere in Dio. Secondo lei, infatti, è popolato solo di angeli «l’ Invisibile che irrompe a suo piacimento nelle nostre vite e le cambia». Sono, perciò, i serafini Moisè, Samuel e Giovanni a non volere il blasfemo Ponte sullo Stretto. E, in sintonia, gli arcangeli Gabriele, Michele e Raffaele hanno deciso che i porti d’ Italia non si devono allargare e che dunque «il mare non bagni più Napoli». C’ è persino un cherubino minore che dardeggia contro il raddoppio della bretella Firenze-Bologna, la famosa variante di valico: «Battendomi contro la distruzione della Grande Madre Natura ho aderito a un disegno superiore di cui sono un tassello»…(4 gennaio 2001) – Corriere della Sera
Grazia Francescato, scrive:”Il pianeta avvelenato”, “ In viaggio con l’arcangelo”” No global. Da Seattle a Porto Alegre” e “Il principio di precauzione”
Grazia Francescato, insieme ad Alfonso Pecoraro Scanio, scrivono:”Il principio di precauzione”
Dove posso leggere:
Jeremy Rifkin, economista americano, che ci ha spesso stupito per le sue lucide visioni del futuro che ci aspetta, definisce la terza guerra mondiale …..
E trovo anche:
…Per aver portato in Italia Rifkin e, in generale, per il suo impegno, ho un debito di riconoscenza verso Fabrizia Pratesi, che per prima ha lanciato l’allarme in Italia sul biotech conducendo su questa campagna prima il mondo ambientalista e poi i “VERDI”, che ne hanno fatto “LA MADRE DI TUTTE LE BATTAGLIE.” …
…Anche se antiscientifici gli assunti dei fautori delle biotecnologie sono spesso antieconomici…
Quindi ecco Grazia Francescato che elogia Fabrizia Pratesi, e dove la ritrovo?
Al PARCO DI TOZZI!
Che bello !
L’appuntamento è a Capo Sant’Andrea, presso l’hotel Cernia, per scoprire il Sentiero delle Marine. Lungo il percorso si potrà apprezzare come compila il taccuino delle osservazioni un naturalista curioso che arricchisce le sue annotazioni con schizzi e commenti.
FULCO PRATESI E FABRIZIA PRATESI saranno all’Elba per il Festival del Camminare
Per dare un ulteriore messaggio positivo, Fulco e Fabrizia saranno inoltre presenti all’hotel Le Picchiaie, lunedì pomeriggio alle ore 15.00 (14 Aprile 2009)
Chissà se sul taccuino il “naturalista curioso”, annota anche le consulenze avute (insieme alla Sgrena) da Pecoraro Scanio, magari farà anche “SCHIZZI” riguardo la collocazione delle “BOE” di TOZZI del costo di 666’000 euro, disegnerà anche la parabola del “RADAR” sempre di TOZZI in programma ad appena 110’000 euro. Chissà quanti “schizzi” e quante annotazioni.
Chissà se si parlerà dei 900’000 euro per la pubblicità alla raccolta differenziata. CHISSA’.
Una cosa è certa il vostro “sito” non può essere “DENUCLEARIZZATO”
Il “nucleare” è ormai “segreto militare” pertanto non esiste.. GRAZIE A PRODI.
PIERO IANNELLI
pierorm64@libero.it
giugno 15th, 2009 at 4:24 pm
9 giugno 2009 – Il primo sindaco di colore in Italia ha la camicia verde.
Sindaco di un paese, donna, di colore e della lega?
Dichiara:“Chi ha un lavoro e paga le tasse – spiegava in un’intervista al Giornale – non ha nulla da temere. Di stranieri per bene (albanesi, marocchini, slavi) ce ne sono anche a Viggiù. Il foglio di via ai clandestini, invece, è ridicolo. Mettiamoli su un aereo e buon viaggio. La legalità è un valore della Lega, ma anche molto americano”.
Mi sembra un discorso, ragionevole, chiaro e legittimo.
Non si fà un discorso di “extracomunitari”, parla di “clandestini”..
Vi ringrazio dello spazio concessomi, mi scuso del precedente “non corto” post, ma era necessaria una premessa per esporre con tre righe il concetto:
Aprire le frontiere, il buonismo a tutti i costi è la madre di tutte le persecuzioni.
Così come difendere a oltranza degrado e giustificare criminalità.
Ben vengano e siano rispettati, ma che rispettino le nostre leggi, la nostra cultura.
Piero Iannelli
pierorm64@libero.it