Per l’insegnamento della matematica non è indispensabile conoscere il dialetto e le origini della cultura lombarda

Per Lega Nord il nostro paese è un Luna Park, dove poter fare ogni gioco e proporre e disporre ogni cosa, proprio come ha fatto con il dialetto nelle scuole. Non fossero al governo del Paese, della Regione, della  Provincia e di molti comuni tutto si risolverebbe con un po’ di ironia.
Ma chi ha responsabilità nella cosa pubblica non può permettersi così tanta leggerezza e superficialità.
Quella sul dialetto è una stupidata estiva e fortunatamente la meno pericolosa rispetto ad altro, alle ronde ad esempio, a cui purtroppo il partito di Bossi ci ha abituato. In Parlamento c’è la riforma della scuola e la Lega fa la solita boutade, giusto per distogliere l’attenzione dalla propria inconsistenza come forza al governo. E’ l’ennesima mossa di bassissimo profilo per preparare il terreno in vista delle prossime elezioni regionali.
Per il difficile e delicato mestiere di insegnante servono equilibrio, intelligenza, capacità di capire i problemi degli studenti, cultura generale e conoscenza completa della propria disciplina. Se poi uno si vuole informare sulle origini della Lombardia e imparare qualche dialetto sono affari suoi.
Oppure può imparare dalla ministra della “scuola”, la lombarda Gelmini, che per fare l’esame da avvocato è andata in Calabria.

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