Perché le principali bonifiche in corso in Lombardia sono condotte da Grossi e perché le direzioni lavori tutte a Tedesi?
E perché soprattutto il regalo di 12 milioni all’imprenditore arrestato?

Oggi in Commissione ambiente ho posto all’assessore Massimo Ponzoni quattro domande chiare e precise a cui Ponzoni però non ha risposto, dando tutta la colpa dell’aumento dei costi per la bonifica Sisas al ministero dell’Ambiente.
Ho chiesto come mai tutte le principali bonifiche attualmente in corso in Lombardia siano eseguite solo da Giuseppe Grossi, finito in carcere con l’accusa di truffa e riciclaggio per la bonifica di Santa Giulia. Perché poi tutte le direzioni dei lavori di bonifiche condotte dalla holding di Grossi siano state affidate all’ingegner Claudio Tedesi.
Ho chiesto anche se sia naturale che l’assessore alle bonifiche sia socio in affari, come è avvenuto fino a pochissimo tempo fa, di Rosanna Gariboldi, in carcere con l’accusa di riciclaggio dei fondi neri di Giuseppe Grossi.
L’ultima richiesta è perché Regione Lombardia abbia messo a disposizione con la delibera del giugno scorso, quando l’inchiesta su Santa Giulia era già nota, 12 milioni di euro a Grossi per “accelerare” la bonifica Sisas quando già si sapevano le dichiarazioni del collaboratore del Grossi, finito agli arresti, che diceva che alla Sisas si poteva applicare lo stesso sistema fraudolento applicato a Santa Giulia. E’ un regalo?
Grossi ha rallentato la bonifica Sisas fino a che la Ue non è intervenuta con l’esecutività della multa. Da qui la delibera della giunta con il “regalo” di 12 milioni per anticipare la chiusura dei lavori di bonifica alla discarica C della Sisas dal 31 dicembre 2010 al 31 settembre 2010. Invece di prendere a pedate nel sedere Giuseppe Grossi per aver fatto lentamente i lavori e di imporgli di farlo più velocemente, Formigoni gli mette a disposizione 12 milioni di euro!
Un regalo che si somma a un centro commerciale da realizzare dove vuole il Grossi e a un’innovativa, in tema di bonifiche, fideiussione all’incontrario dove è il pubblico a garantire il privato, in questo caso con più di 60 milioni di euro messi a disposizione da Regione e Ministero al Grossi nel caso qualcosa andasse storto nell’affare immobiliare del centro commerciale e nei lavori di bonifica.
