Aiuti ad Haiti: lettera di Formigoni non risponde alle dure accuse di Bertolaso. Le esigenze di propaganda del governatore non mettano a rischio la sicurezza dei volontari e dei materiali pagati dai lombardi

La lettera inviata oggi da Formigoni a Bertolaso non sgombra il campo dai preoccupanti interrogativi che sorgono leggendo le accuse del capo della Protezione civile indirizzate al governatore lombardo.
Letti i rilievi e le dure accuse di Bertolaso e letta la replica di Formigoni, crediamo sia più convincente il primo del secondo e chiediamo a Formigoni, almeno in questi casi, di mettere da parte le esigenze della propria propaganda politica rispetto alla tutela della sicurezza dei volontari e degli aiuti alla popolazione haitiana pagati dai lombardi.
Informare nella serata di domenica 17 gennaio il ministro Frattini al posto di Bertolaso quando il primo aereo di aiuti era già partito nella mattina della stessa giornata, come ha cercato di spiegare Formigoni, non è la stessa cosa, visto che il coordinamento degli aiuti ad Haiti è stato affidato da Berlusconi al capo della Protezione civile.
Sembra insomma, ma aspettiamo che il presidente spieghi meglio al Consiglio se può, che Formigoni abbia avuto più premura di dar bella mostra della propria organizzazione piuttosto che osservare le esigenze di coordinamento imposte dal Dipartimento nazionale della Protezione civile in una zona in cui tutto è da ricostruire. Il risultato, come ha detto Bertolaso, è quello di mettere in grave pericolo la sicurezza dei volontari e l’arrivo alla giusta destinazione degli aiuti lombardi.



gennaio 20th, 2010 at 7:25 pm
Vista l’inchiesta sulla Repubblica di oggi su Bertolaso è presumibile che la critica dello stesso a Formigoni sia dovuta alla sua visione monopolistica degli aiuti in caso di catastrofe. Mi sembra che se si fossero rinviati gli aiuti con la scusa del rischio dei volontari ben pochi aiuti sarebbero arrivati ad Haiti. Mi dispiace ma penso che le critiche alla propaganda di Formigoni in questo caso si possono evitare, critichiamo invece il progetto di B. & B. di fare della protezione civile un organo fuori dal controllo pubblico e con capacità di spesa discrezionale e segreta.