Smog: c’è la campagna elettorale, Formigoni non adotta nessun provvedimento violando la legge regionale che lui stesso ha fatto.

La Moratti e i sindaci purtroppo improvvisano senza regia
Per la prima volta le elezioni regionali cadranno in un periodo molto vicino ai giorni più critici per quel che riguarda l’inquinamento dell’aria. Ma per paura di perdere consensi Formigoni, che è già in campagna elettorale, non farà nulla fino al voto, minimizzando un problema che è invece concreto e reale, sentito dai cittadini al punto che alcuni di essi hanno chiesto l’intervento della magistratura. Un’inerzia irresponsabile quella del presidente della Regione, nonostante l’emergenza in atto, che presto purtroppo potrebbe riproporsi, e nonostante la Lombardia abbia dal 2006 una legge che ha sempre consentito a Formigoni, ancorché in grave ritardo, di bloccare il traffico nelle aree critiche lombarde, Milano compresa, di fronte a livelli di smog oltre i limiti per più giorni consecutivi.Da qui a fine marzo gli inquinanti rischiano purtroppo di superare per molti giorni ancora i livelli di allarme. Ma Formigoni per puro calcolo elettorale non si occuperà di un problema che danneggia la salute dei cittadini. In questo modo però continuerà a violare la Legge regionale numero 24 del 2006, che impone all’amministrazione regionale “interventi di limitazione del traffico” nelle aree omogenee della Lombardia in base “ai dati della qualità dell’aria e delle condizioni metereologiche”. E così il sindaco Moratti e altri sindaci già poco propensi a intervenire ma messi alle strette dai dati delle centraline, dai media e dall’opinione pubblica, dovranno continuare a improvvisare da soli, all’interno dei propri confini comunali senza una regia regionale.

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