Sull’aborto si è aperto un dibattito per me incomprensibile, che temo sia il solito modo per alimentare lo scontro tra centrodestra e centrosinistra. Un inaccettabile uso dell’utero a scopi politici.
In tutti questi anni la legge 194 sull’interruzione di gravidanza si è dimostrata più che valida, dimezzando gli aborti regolari e azzerando gli aborti clandestini con cui le donne morivano. Per questo sono d’accordo con la ministra Turco e l’onorevole Prestigiacomo.
Nel dibattito si è inserito anche Formigoni che ha annunciato che la Regione estenderà in tutti gli ospedali della Lombardia i codici di autoregolamentazione sull’interruzione di gravidanza adottati da due ospedali milanesi, la Mangiagalli e il San Paolo.
Conoscendo Formigoni e la sua cultura di riferimento, temiamo fortemente che la sua proposta sia viziata ideologicamente, un pretesto per limitare la libertà di scelta delle donne. Se però Formigoni ha in mente di individuare nuovi strumenti per consentire alle donne di compiere scelte ancor più consapevoli, allora siamo disponibili a discuterne.
Comunque prima di qualsiasi decisione crediamo che il presidente abbia il dovere di sentire le donne, in tutte le forme in cui esse si organizzano.
Se però il disegno è di dare vita all’ennesima crociata della parte più retriva della nostra società per limitare in funzione di precetti ideologici i diritti delle persone, la nostra opposizione sarà dura.
Le premesse per ben sperare non mi pare però ci siano, vista la norma recentemente inserita da Formigoni e dalla Cdl nella legge regionale sull’assistenza, che garantisce la tutela solo a chi pratica “una sana e responsabile sessualità”.