Sanità privata: il giro di vite dei controlli è insufficiente e di facciata
venerdì, febbraio 6th, 2009
Anche i medici e gli operatori criticano i provvedimenti della Regione . Serve una Commissione d’inchiesta del Consiglio Regionale
Di fronte all’ennesimo invio di avvisi di garanzia a responsabili di cliniche private, ancora una volta la Regione tende a sminuire il problema e a magnificare l’attività di controllo effettuata nel passato e ingigantire l’effetto che avranno le nuove norme sui controlli e sull’accreditamento.
Non solo noi riteniamo queste norme insufficienti e in alcuni casi discutibili, ma anche tutte le rappresentanze sindacali dei medici e degli operatori hanno avanzano ampie critiche nel corso dell’ultima seduta commissione sanità regionale di ieri, 5 febbraio. Le nuove norme non prevedono infatti alcun potenziamento dei nuclei di controllo delle ASL (Noc) e di quello centrale regionale, né alcun aumento delle sanzioni (paradossalmente sarà più alta la sanzione per chi scrive sui muri che per chi truffa la Regione) e soprattutto non vediamo alcun miglioramento sulla qualità dei controlli.
Purtroppo Formigoni ha continuamente e volontariamente sottovalutato l’ampiezza del fenomeno delle truffe e degli abusi nel Servizio Sanitario Regionale, ovviamente per evitare ogni responsabilità politica e ogni critica al suo modello di sanità.
Non è in discussione la buona volontà dell’Assessore Bresciani, né tanto meno la sua buona fede, ma per rispetto ai cittadini e alla trasparenza delle istituzioni diventa improrogabile la costituzione di una Commissione d’Inchiesta del Consiglio regionale che, a partire dai disastri emersi negli ultimi anni, individui un nuovo sistema dei controlli e degli accreditamenti nella sanità nella nostra regione.


