Pisapia è il candidato di tutta la coalizione e mi pare che il Pd stia dimostrando di sostenerlo lealmente. Per quel che mi riguarda, proprio da candidato al comune nella lista del partito democratico, in questi giorni lo sto facendo, incontrando, quando il lavoro di insegnante me lo consente, tantissime persone nei mercati e alle iniziative che associazioni e circoli stanno organizzando per questa campagna elettorale, che potrebbe essere storica.
C’è bisogno di una marcia in più come chiedeva ieri Repubblica e di individuare alcuni temi forti su cui puntare per convincere la maggioranza dei milanesi a cambiare, mandando a casa la Moratti? Secondo me sì e devono essere risposte ai principali problemi trascurati dalla Moratti in questi anni, dal lavoro che manca, e che è possibile rilanciare anche grazie ai lavori verdi (coibentando gli edifici a partire da quelli del comune, ad esempio, così si risparmia energia e si riduce lo smog), alla qualità della vita, ai giovani senza casa e con occupazioni precarie, all’integrazione in una Milano sempre più multietnica. Alcuni di questi problemi, nel disinteresse del sindaco e della destra, stanno raggiungendo livelli di guardia e richiederanno, già dal giorno dopo l’elezione, mi auguro, di Pisapia, una task force che si metta subito al lavoro per dare risposte immediate nei primi giorni di amministrazione: dovranno essere i 100 giorni che cambieranno Milano, o che almeno tracceranno il percorso fondamentale del cambiamento.
E’ possibile rilanciare l’occupazione scommettendo sul futuro, sulla green economy (dalla coibentazione degli edifici ai pannelli solari) che fa bene all’ambiente e al portafoglio dei milanesi e che può creare almeno 50 mila nuovi posti di lavoro, come stima Confindustria. E anche la qualità dell’aria che respiriamo può migliorare con iniziative strutturali che limitino il traffico privato, che sostengano i mezzi pubblici (puntando sul potenziamento di quelli di superficie, meno costosi delle metropolitane) e che promuovano uno sviluppo urbanistico equilibrato della città, che lasci più ampie porzioni al verde, che recuperi le periferie abbandonate di fatto al loro destino di rabbia e microdelinquenza e che faccia di Expo un’occasione per lo sviluppo sostenibile e non un altro regalo alla speculazione edilizia.
Una Milano che permetta ai giovani di sistemarsi, offrendo loro anche opportunità per avviare progetti lavorativi interessanti, invece di continuare a proporre il nulla e a promuovere la loro migrazione verso altri luoghi più o meno vicini alla città dove le case e il costo della vita hanno prezzi più accessibili. Una Milano serenamente multietnica, con un progetto e tante politiche, anche micro, promosse dai quartieri, dalle scuole, dalle associazioni di via, che promuovano finalmente una maggiore condivisione dello stesso destino: governata come hanno fatto fino ad oggi la Moratti e la Lega, cioè nascondendo la questione sotto il tappeto o con i coprifuoco, l’immigrazione rischia di diventare un problema che potrebbe esploderci tra le mani minando la tranquillità e la sicurezza di tutti i cittadini. Il centrosinistra e Pisapia hanno progetti e persone in grado di cambiare una situazione stagnante, in crisi, asfittica per la maggioranza dei milanesi. Rimbocchiamoci le maniche per farli conoscere a quanta più gente sarà possibile.